Collezione

Samurai

侍 · 6 pezzi

Date Kuninao, il samurai di Tōbetsu

Cosa racconta il tombino

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Date Kuninao, il samurai di Tōbetsu

Tōbetsu, Prefettura di Hokkaidō

Il design raffigura Date Kuninao, decimo capo della famiglia Date di Iwadeyama. Nel 1872 guidò i suoi uomini fino a Tōbetsu, contribuendo alla fondazione della città.

La storia

La storia di Date Kuninao cambia radicalmente dopo la Guerra Boshin del 1868.

Kuninao era il decimo signore della casata Date di Iwadeyama, discendente diretto di Date Masamune. Con la fine del dominio feudale, la famiglia perse la propria base economica e Kuninao si trovò davanti a un problema concreto: come mantenere e dare un futuro ai suoi numerosi ex vassalli.

La risposta fu quella di partire per l'Hokkaidō.

Nel 1871 Kuninao effettuò delle ricognizioni nella zona di Tōbetsu. L'anno successivo, nel 1872, arrivò nella zona con i suoi familiari e gli ex vassalli, iniziando l'opera di insediamento che avrebbe dato origine alla futura città di Tōbetsu.

Il nuovo territorio era molto diverso da quello lasciato alle spalle. I coloni dovettero aprire campi in un ambiente ancora ricco di foreste e affrontare inondazioni, freddo e condizioni agricole difficili. Ma il gruppo mantenne una forte organizzazione interna e iniziò a sviluppare nuove tecniche agricole.

Kuninao incoraggiò inoltre i giovani della comunità a studiare le tecniche agricole occidentali presso il Tokyo Imperial Agricultural College / Tokyo Kaitakushi, così da poterle adattare alle condizioni dell'Hokkaidō. Questa apertura verso nuovi metodi contribuì allo sviluppo agricolo della zona.

Nel 1881, Tōbetsu fu selezionata come una delle “villaggi modello di colonizzazione” dell'Hokkaidō, riconoscimento legato anche all'introduzione di nuove tecniche agricole e all'organizzazione della comunità.

Kuninao morì nel 1891, ma la sua figura rimase profondamente legata alla storia di Tōbetsu. Oggi è venerato come kami presso il Tōbetsu Shrine, nato proprio dall'insediamento della sua comunità.

Una curiosità

La storia di Tōbetsu è particolare perché la città nacque dal trasferimento organizzato di un intero gruppo legato a una casata samurai.

Dopo la fine del sistema feudale, gli ex samurai non si limitarono quindi a lasciare il Giappone centrale: in questo caso trasformarono le proprie conoscenze e la propria organizzazione in strumenti per l'agricoltura e la colonizzazione dell'Hokkaidō. Il Comune di Tōbetsu descrive proprio questo passaggio come una trasformazione: gli uomini che un tempo utilizzavano spade e lance finirono per utilizzare asce e zappe per aprire i terreni agricoli.

Fonti e approfondimenti

  • Comune di Tōbetsu — Tōbetsu Date Memorial Hall: informazioni sulla figura di Date Kuninao, sull'arrivo a Tōbetsu nel 1872 e sulla storia della colonizzazione.
  • Comune di Tōbetsu — “La storia della colonizzazione della famiglia Date”: approfondimento sulla decisione di Kuninao di partire per Hokkaidō, sull'introduzione delle tecniche agricole occidentali e sullo sviluppo di Tōbetsu.
  • Comune di Tōbetsu — Profilo della città: informazioni sulla nascita di Tōbetsu e sul ruolo di Date Kuninao nella sua fondazione.
  • Comune di Tōbetsu — Manhole Card: informazioni ufficiali sulla Manhole Card dedicata a Tōbetsu e sul luogo di distribuzione.
  • Tōbetsu Shrine — storia ufficiale: origine del santuario e culto di Date Kuninao come figura fondatrice della comunità.
  • Tōbetsu Tourism Association — storia della città: contesto storico sulla famiglia Date di Iwadeyama e sulla nascita di Tōbetsu.
La battaglia di Okehazama

Cosa racconta il tombino

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La battaglia di Okehazama

Toyoake, Prefettura di Aichi

Tre guerrieri a cavallo avanzano nel pieno della battaglia, con le lance protese e il paesaggio di Okehazama sullo sfondo. Il tombino rappresenta uno degli episodi più conosciuti della storia del Giappone: la battaglia di Okehazama, combattuta nel 1560 tra le forze di Oda Nobunaga e quelle di Imagawa Yoshimoto. Il campo di battaglia si trovava proprio nell'attuale città di Toyoake.

La storia

È il 19 maggio 1560.

Imagawa Yoshimoto, uno dei più potenti signori dell'epoca, era entrato nella provincia di Owari alla guida di un grande esercito. Il suo obiettivo era avanzare verso le terre controllate da Oda Nobunaga.

Le fonti locali riportano una forte differenza numerica tra i due eserciti: circa 25.000 uomini per gli Imagawa contro circa 3.000 uomini per Nobunaga.

Quella mattina, l'esercito di Yoshimoto si mise in movimento da Kutsukake Castle verso Ōdaka Castle. Nel frattempo Nobunaga, informato dell'avanzata, lasciò il castello di Kiyosu e si diresse verso il campo di battaglia.

Dopo alcuni scontri iniziali, Yoshimoto stabilì il proprio quartier generale nell'area di Okehazama, nell'attuale Toyoake.

Poi arrivò un violento temporale.

Quando la pioggia cessò, Nobunaga lanciò il suo attacco contro il quartier generale di Yoshimoto. L'assalto colse le forze degli Imagawa di sorpresa e trasformò rapidamente la situazione.

Yoshimoto cercò di fuggire, ma venne raggiunto e ucciso. La sua morte provocò il crollo dell'esercito Imagawa e trasformò quella battaglia in un momento decisivo per la storia di Nobunaga.

Una curiosità

La battaglia è spesso raccontata come una semplice “imboscata” di Nobunaga, ma la ricostruzione degli eventi è più complessa.

Le fonti locali descrivono infatti una prima fase dello scontro e un successivo attacco al quartier generale di Yoshimoto. Anche il percorso seguito dai due eserciti e alcuni dettagli temporali sono ricostruiti sulla base delle fonti storiche e non sono sempre certi in ogni particolare.

Quel che è certo è che la morte di Yoshimoto cambiò radicalmente gli equilibri politici dell'epoca. Tra i partecipanti alla campagna degli Imagawa c'era anche il giovane Matsudaira Motoyasu, il futuro Tokugawa Ieyasu. Aveva allora 19 anni e la campagna di Okehazama rappresentò un passaggio importante nel percorso che lo avrebbe portato, negli anni successivi, a rendersi indipendente dagli Imagawa.

Fonti e approfondimenti

  • Comune di Toyoake — Manhole Card: scheda ufficiale del tombino, design dedicato alla battaglia di Okehazama e posizione del tombino associato alla card.
  • Toyoake Okehazama Guide Volunteers — La battaglia di Okehazama: ricostruzione degli eventi della battaglia, degli spostamenti degli eserciti e dell'attacco al quartier generale di Yoshimoto.
  • Toyoake City Tourism Association — “La città della grande stella”: contesto storico della battaglia, Oda Nobunaga e Imagawa Yoshimoto.
  • Toyoake City Tourism Association — Okehazama Battlefield Legendary Site: informazioni sul sito storico, sulle Shichiseki-hyō e sui monumenti legati alla battaglia.
  • Toyoake City — History & Folklore Museum: informazioni sull'esposizione permanente dedicata alla battaglia e sulle fonti storiche utilizzate per raccontarla.
Amakusa Shirō e il castello di Hara

Cosa racconta il tombino

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Amakusa Shirō e il castello di Hara

Minamishimabara, Prefettura di Nagasaki

Il design raffigura Amakusa Shirō davanti al castello di Hara, luogo simbolo della rivolta di Shimabara del 1637. Oggi le rovine del castello fanno parte del patrimonio UNESCO dei Siti cristiani nascosti della regione di Nagasaki.

La storia

Siamo nel 1637, durante il periodo Edo.

Nella penisola di Shimabara e nelle isole Amakusa, la popolazione viveva in condizioni difficili, aggravate da tasse pesanti, carestie e persecuzioni contro i cristiani. Nell'autunno di quell'anno scoppiò una rivolta che coinvolse contadini e fedeli cristiani della regione.

A guidare simbolicamente gli insorti fu Amakusa Shirō, il cui vero nome era Masuda Shirō Tokisada. Aveva appena sedici anni.

Secondo le fonti locali, Shirō era stato educato e aveva studiato a Nagasaki. Attorno alla sua figura si sviluppò anche la fama di essere il giovane protagonista di una profezia: per questo venne considerato da molti insorti una figura quasi messianica e divenne il comandante in capo della rivolta. Le fonti sottolineano però che il suo ruolo era soprattutto simbolico e che la conduzione concreta delle operazioni spettava ai suoi uomini più vicini, tra cui suo padre Masuda Jinbei.

Gli insorti si ritirarono quindi a Hara Castle, un'antica fortezza ormai in disuso affacciata sul mare.

Tra la fine del 1637 e l'inizio del 1638, migliaia di persone rimasero asserragliate all'interno delle sue mura. Il castello venne circondato dalle forze dello shogunato, che secondo il Comune di Minamishimabara arrivarono a circa 120.000 uomini, mentre le forze della rivolta erano circa 37.000.

L'assedio durò circa tre mesi.

Nel febbraio del 1638, l'esercito dello shogunato lanciò l'attacco finale. Hara Castle cadde e la rivolta venne definitivamente repressa. Shirō venne ucciso insieme alla maggior parte degli insorti.

Una curiosità

Hara Castle non esiste più come castello. Oggi del complesso rimangono soprattutto i resti delle fortificazioni, dei terrapieni e delle mura. Il sito è però così importante da essere stato inserito nel 2018 tra i componenti del patrimonio mondiale Hidden Christian Sites in the Nagasaki Region.

Fonti e approfondimenti

  • Comune di Minamishimabara — Hara Castle Ruins: storia dell'assedio del 1637-1638, ruolo di Amakusa Shirō e dimensioni delle forze coinvolte.
  • Comune di Minamishimabara — Storia della città: contesto della persecuzione dei cristiani, delle carestie, della tassazione e della Shimabara-Amakusa Rebellion.
  • Comune di Minamishimabara — Shimabara-Amakusa Rebellion: informazioni sui luoghi storici e sulle testimonianze legate alla rivolta.
  • Comune di Minamishimabara — Hara Castle: struttura del castello, ruolo durante la rivolta e caratteristiche del sito archeologico.
  • Prefettura di Nagasaki — Hara Castle: materiali didattici su Amakusa Shirō, la rivolta e l'assedio del castello.
  • Amakusa Shirō Tourism Association: tradizioni e racconti legati alla figura di Shirō e al suo ruolo simbolico nella rivolta.
  • We Love Manhole — documentazione del design e della Manhole Card di Minamishimabara, con foto del tombino.
Nasu no Yōichi

Cosa racconta il tombino

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Nasu no Yōichi

Ōtawara, Prefettura di Tochigi

Un guerriero a cavallo tende l'arco e prende la mira. È Nasu no Yōichi, l'arciere diventato celebre per aver colpito il ventaglio degli Heike durante la battaglia di Yashima. Ma per Ōtawara Yōichi non è soltanto un personaggio della tradizione epica giapponese: questa è la terra dove si racconta sia nato e cresciuto, e dove ancora oggi rimangono luoghi e testimonianze legati alla sua storia.

La storia

Secondo la tradizione locale, Nasu no Yōichi nacque intorno al 1166 nell'area di Takadate, nell'attuale Ōtawara, come undicesimo figlio di Nasu Suketaka, capo della famiglia Nasu.

Fin da giovane si dedicò all'addestramento con l'arco. Il Comune di Ōtawara racconta che si esercitava nelle montagne della zona, affinando un'abilità che sarebbe diventata la sua caratteristica più famosa.

La sua fama arrivò durante la battaglia di Yashima del 1185, quando le forze dei Genji affrontarono gli Heike. Secondo il Heike Monogatari, gli Heike fecero avvicinare alla riva una piccola imbarcazione con un ventaglio fissato in cima a un'asta, invitando i guerrieri avversari a colpirlo con una freccia.

Minamoto no Yoshitsune affidò l'impresa a Yōichi.

Il giovane entrò in acqua con il cavallo, prese la mira e scoccò la freccia. Il ventaglio fu colpito e cadde in mare.

La scena divenne uno degli episodi più celebri della letteratura epica giapponese e consacrò il nome di Nasu no Yōichi come quello di uno dei più grandi arcieri della tradizione medievale.

Una curiosità

A Ōtawara esiste ancora un luogo dedicato proprio alla memoria di Yōichi: il Nasu no Yōichi Memorial Museum, dove la storia dell'arciere viene raccontata attraverso esposizioni e una ricostruzione della scena dell'“扇の的”, il famoso tiro al ventaglio.

E c'è un legame ancora più diretto con la sua storia: secondo la tradizione, dopo aver compiuto l'impresa di Yashima, Yōichi espresse la propria gratitudine alle divinità e avrebbe donato una spada a quella che oggi è la Nasu Shrine, a Ōtawara. La spada è ancora associata alla memoria di Yōichi.

Fonti e approfondimenti

  • Comune di Ōtawara — Nasu no Yōichi Memorial Museum: informazioni sulla storia di Yōichi, sul suo legame con Ōtawara e sulla scena dell'“扇の的”.
  • Comune di Ōtawara — 郷土の誉れ 那須与一: ricostruzione della storia di Yōichi e del tiro al ventaglio secondo la tradizione locale e il Heike Monogatari.
  • Comune di Ōtawara — 那須与一 × 大田原: informazioni sulla nascita, la crescita e l'addestramento di Yōichi nell'area di Ōtawara.
  • Comune di Ōtawara — Nasu Shrine: informazioni sulla Nasu Shrine e sulla tradizione della spada associata a Yōichi.
  • Manhole Card — Ōtawara 09-210-A001: coordinate e identificazione del tombino dedicato a Nasu no Yōichi.
  • We Love Manhole — Ōtawara: documentazione fotografica del tombino e descrizione del design.
Nasu no Yōichi e il ventaglio

Cosa racconta il tombino

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Nasu no Yōichi e il ventaglio

Takamatsu, Prefettura di Kagawa

Un guerriero a cavallo tende il suo arco verso un piccolo ventaglio che ondeggia sul mare. Alle sue spalle si riconosce il profilo di Yashima. È Nasu no Yōichi, protagonista di uno degli episodi più celebri del Heike Monogatari: il momento in cui, durante la battaglia di Yashima, riesce a colpire con una sola freccia il ventaglio fissato sulla nave degli Heike.

La storia

Siamo nel 1185, durante la guerra tra Genji e Heike.

La battaglia di Yashima si svolge nell'area dell'attuale Takamatsu. Le forze degli Heike si trovano sulle loro navi, mentre i guerrieri Genji occupano la costa.

Quando la battaglia sta per concludersi, una piccola imbarcazione degli Heike si avvicina alla riva. A bordo c'è una donna che porta un ventaglio rosso e bianco, fissato in cima a un'asta. Secondo il racconto, il gesto è una sfida: riuscirà qualcuno dei Genji a colpire quel bersaglio?

Il comandante Minamoto no Yoshitsune ordina a Nasu no Yōichi, famoso per la sua abilità con l'arco, di abbattere il ventaglio.

Yōichi entra in acqua con il suo cavallo e si prepara a scoccare la freccia. Ma il vento fa oscillare continuamente il bersaglio.

Prima del tiro, secondo la tradizione, Yōichi si ferma presso una roccia e prega per avere la protezione divina. È la Inori-iwa, la “roccia della preghiera”, ancora oggi conservata a Takamatsu.

Poi prende la mira.

La freccia parte e colpisce il ventaglio, facendolo cadere in mare.

Secondo il racconto, sia i guerrieri Genji sia quelli Heike reagiscono con ammirazione davanti all'impresa. Il gesto diventa così uno degli episodi più celebri della tradizione epica giapponese.

Fonti e approfondimenti

  • Comune di Takamatsu — Design dei tombini: descrizione ufficiale del design, ispirato alla scena del Heike Monogatari in cui Nasu no Yōichi colpisce il ventaglio durante la battaglia di Yashima.
  • Comune di Takamatsu — Manhole Card: informazioni sulla Manhole Card dedicata a Nasu no Yōichi e sulla sua distribuzione.
  • Comune di Takamatsu — Yashima: informazioni storiche sulla battaglia di Yashima e sui luoghi collegati alla vicenda di Nasu no Yōichi.
  • Comune di Takamatsu — Inori-iwa: storia della roccia dove, secondo la tradizione, Yōichi pregò prima di scoccare la freccia.
  • All YASHIMA — Genpei War historical sites: racconto della scena del ventaglio, della Inori-iwa e della Komadate-iwa.
  • Kagawa Tourism Association — Manhole Art: informazioni sul design dei tombini di Takamatsu e sulla loro diffusione nella città.
  • We Love Manhole — Takamatsu: documentazione fotografica del tombino e spiegazione del design.
Il samurai di Edo

Cosa racconta il tombino

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Il samurai di Edo

Tokyo, Prefettura di Tokyo

Nel periodo Edo, un giovane samurai lasciò la propria casa per perfezionarsi nell'arte della spada. Il suo cammino lo portò fino a Edo, dove tra il castello, i corsi d'acqua e i ciliegi in fiore avrebbe affrontato la sfida più importante del suo viaggio.

* La storia del samurai è un racconto originale ROJI, ambientato nel Giappone del periodo Edo e ispirato alla tradizione dei samurai itineranti e dei duelli tra scuole di spada.

La storia

Nel periodo Edo, un giovane samurai lasciò la propria casa con una sola idea in mente: diventare un guerriero migliore.

Aveva già imparato a maneggiare la spada, ma sapeva che la tecnica non si costruisce soltanto sui libri o nell'allenamento solitario. Per questo decise di partire e cercare una scuola dove poter imparare da maestri più esperti.

Il suo viaggio lo portò fino a Edo, la grande città che oggi conosciamo come Tokyo.

Edo era molto diversa dal luogo da cui proveniva. Le strade erano animate, i canali attraversavano la città e il castello dominava il paesaggio. Tra una bottega e l'altra, il giovane sentiva parlare di scuole di spada e di guerrieri che arrivavano da ogni parte del Giappone per mettersi alla prova. Dopo aver trovato una scuola, iniziò ad allenarsi ogni giorno.

All'alba, quando la città cominciava appena a svegliarsi, impugnava la spada e ripeteva gli stessi movimenti ancora e ancora. Giorno dopo giorno, imparò a controllare non soltanto la forza, ma soprattutto il tempo, la distanza e la pazienza.

Dopo qualche tempo, il maestro decise di metterlo alla prova. Fu sfidato dal guerriero più esperto del dojo. All'alba del giorno stabilito, i due si incontrarono sulle rive di un canale, lontano dal rumore della città. Il duello iniziò. Per molto tempo nessuno dei due riuscì a prevalere.

Il giovane samurai capì allora che non avrebbe potuto vincere cercando semplicemente di essere più veloce. Aspettò il momento giusto, osservò i movimenti del suo avversario e, quando finalmente si presentò l'occasione, riuscì a disarmarlo.

Il maestro rimase colpito dalla sua abilità. Non aveva vinto grazie alla forza, ma grazie a ciò che aveva imparato durante il suo viaggio. Gli propose quindi di restare nella scuola. E così, quello che era iniziato come un viaggio alla ricerca di un maestro diventò l'inizio di una nuova vita a Edo.

Una curiosità

Il periodo Edo prende il nome proprio dalla città di Edo, che divenne il centro politico del Giappone durante lo shogunato Tokugawa.

Nel corso di questo periodo la città crebbe enormemente, diventando uno dei più importanti centri urbani del mondo.

Edo era attraversata da numerosi fiumi e canali, utilizzati per il trasporto di persone e merci. L'acqua era quindi una parte fondamentale della vita quotidiana della città.

Dove si trova

Fonti e approfondimenti

Essendo un racconto originale ROJI, non esistono fonti storiche che documentino il giovane samurai, il dojo o il duello: questi elementi appartengono alla nostra storia. Per il contesto storico e culturale del racconto:

  • Edo-Tokyo Museum — storia di Edo e trasformazione della città nell'attuale Tokyo.
  • Tokyo Metropolitan Government — informazioni sulla storia di Tokyo e sul periodo Edo.
  • Japan National Tourism Organization (JNTO) — contesto storico e culturale del periodo Edo.